La jazz oddity di Federica Zammarchi al Music Inn

Sabato 5 novembre, il progetto “Jazz Oddity” di Federica Zammarchi arriverà sul palco del Music Inn, storico jazz club della Capitale, che dallo scorso aprile ha ricominciato la sua attività. Il progetto prende nome dall’omonimo album, uscito ad aprile 2011 con l’etichetta CNI, che sta riscuotendo ottimi consensi di critica e di pubblico e nel quale si fondono, finalmente, le due più grandi passioni di Federica Zammarchi: il jazz ed il rock anni ’70, in particolare quello del White Duke David Bowie.

Federica Zammarchi: “L’idea da cui Jazz Oddity ha preso forma, in realtà è nata tanti anni prima, quando mi sono convinta che il jazz non era un “che cosa” ma piuttosto un “come”. Il repertorio del genere ha sempre attinto alla musica popolare amata dalla gente in un certo periodo storico: all’inizio era Broadway, poi gli stessi grandi utilizzarono musica “diversa” per riconquistare un pubblico che avevano in parte perso, si pensi ad Ella Fitzgerald e Sarah Vaughan che cantarono i Beatles.”

Sul palco insieme a Federica Zammarchi, Antonio Jasevoli (chitarra), Marco Siniscalco (basso), Emanuele Smimmo (batteria) ed il giovane talento pianistico Enrico Zanisi: un ensemble eclettico e carismatico che già nel disco ha contribuito alla realizzazione di un sound trasversale , a tratti influenzato da gruppi europei come l’ Esbjörn Svensson Trio, sviluppando l’arrangiamento jazz-rock dei brani più salienti della carriera di Bowie: la “jazz oddity” dell’ensemble scorre in tutte le 11 tracce presenti nel disco, che corrispondono ad undici pathos fondamentali nella musica del Duca Bianco: After All, Loving the Alien, Andy Warhol, Space Oddity, Time, All the Mad Men, Lady Grinning Soul, Life on Mars?, Alladin Sane, The Man Who Sold the World, Ziggy Sturdust.

Artista poliedrica, è cantante, compositrice ed arrangiatrice, Federica Zammarchi è nota da anni nella scena jazz italiana. Il suo album di esordio “Fires ‘n Pyres” (Realizzato con Marco Bonini, Gianluca Renzi, Ettore Fioravanti, Paolo Recchia ed Aldo Bassi), pubblicato nel 2009 dall’etichetta Dodicilune (KNE002) ha riscosso i consensi della stampa specializzata: un album incentrato sulle composizioni originali ed orientato al jazz moderno, sull’onda della scena europea contemporanea (Kenny Wheeler, Norma Winstone) e delle pubblicazioni Blue Note anni ‘60 di artisti come Wayne Shorter, Freddy Hubbard ed altri.

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