Un gruppo marsalese va a rappresentare il jazz italiano in Europa

Un gruppo marsalese rappresenterà il jazz italiano in europa. I Crickets Jazz Trio, con Daniele Sala al piano, Giacomo Buffa al contrabasso e Giuseppe Nuccio alla batteria, sono stati selezionati per la finale del 34th GETXO INTERNATIONAL JAZZ FESTIVAL Contest for Groups, importante concorso jazz d’europa. I Crickets jazz tro saranno in finale. tra i primi 4 gruppi selezionati da tutta Europa, e, dall’1 al 5 luglio, andranno in Spagna ad Algorta. I Crickets, nascono nel 2007 dopo svariate collaborazioni fra gli stessi componenti del gruppo in altri progetti musicali e diversi stili musicali, dalla vecchia conoscenza che lega i componenti nati e cresciuti nella stessa città e dall’amicizia che lega i genitori di ognuno, anche loro musicisti. Nel Novembre 2007 realizzano il loro primo progetto discografico, contenente 6 brani originali e due standards cominciando così la promozione live del disco con una serie di concerti in giro per l’italia. Il 2008 riserva al gruppo un’intensa attività concertistica. jazz.jpg

Nel 2009 partecipano al concorso internazionale “JIMMY WOODE AWARD” classificandosi tra i migliori tre gruppi su quasi 100 con in giuria musicisti come: Dado Moroni, Kenny Barron, Eddie Gomez, Kurt Rosenwinkel, Ray Mantilla, Bobby Watson, Karl Potter, Francisco Mela, Tra le principali collaborazioni del trio: Fabrizio Bosso, Michael Rosen, Andy Gravish, Daniele Scannapieco, Michael Campagna.

Swing e Jazz in stile Pirata

Continuano i martedì Jazz & Wine che Francesco Iasi e Mario Buia propongono al ristorante Al Pirata di Cervia. Nella serata del 30 marzo un’ agguerrito terzetto di nuovo swing, formato da Bruno Signorini, voce e contrabbasso, Stefano Nanni, pianoforte, Giovanni D’ Angelo, batteria, presenta un repertorio formato da classici dello swing e del jazz rivisitati con energia contemporanea.
Ospite della serata la cantina siciliana Duca di Salaparuta. L’azienda si presenta subito con 4 parole chiave: tradizione, innovazione, sicilianità e vocazione internazionale.
Questi sono i concetti cardine che muovono la filosofia di Duca di Salaparuta, da sempre attenta alla creazione di vini di altissima qualità, ognuno dei quali esprime la voglia di raccontare in modo sempre nuovo e seducente gli aspetti più intriganti della Sicilia. Per questo le uve selezionate provengono da quei vigneti che, per vocazione e resa qualitativa, esprimono al meglio le tipicità dell’isola.
E per raccontare tutto ciò non poteva che presentare i 2 nuovi entrati nella Carta dei Vini del ristorante Al Pirata: Calanica bianco e Calanica rosso.
Il primo vino nasce da uve Insolia e Chardonnay coltivate su calde e soleggiate colline del territorio di Salemi. Dal profumo intenso ed elegante, dal sapore decisamente fruttato è un bianco vivace e al contempo pieno e strutturato che si sposa con crostacei, frutti di mare e piatti di pesce in genere.
Il secondo, invece, è un rosso per eccellenza. Intenso, caldo e vellutato nasce sulle colline riscaldate dal sole, in un clima perfetto, nel territorio di Riesi dove maturano le uve Nero d’Avola e Merlot. Dal profumo ampio e lievemente speziato, di buona struttura e persistenza aromatica.

Stefano Bollani con ‘i Visionari’ in concerto il 23 giugno 2010

Altra graditissima conferma per gli appuntamenti live dello Sherwood Festival di Padova che, dal 18 giugno al 17 luglio, darà il via a un’altra stagione estiva di grande musica. Il 23 giugno è atteso Stefano Bollani con il suo quintetto “I Visionari”.
Stefano Bollani, il numero uno del pianoforte jazz italiano, il leader di formazioni diverse, il jazzista in televisione, uno dei più premiati e ascoltati musicisti italiani in tutto il mondo (ha collaborato con vari volti noti del nostro panorama musicale come Irene Grandi, Bobo Rondelli e Marco Parente, BandaBardò, e della scena brasiliana come Caetano Veloso), si presenta sul palco dello Sherwood con il suo gruppo, I Visionari, con cui ha dato vita al doppio cd omonimo ‘I Visionari’ (2006). La formazione, con Bollani al piano, è
eclettica e frizzante, composta da giovani talenti che si sono cimentati con tanti tipi di musica diversi (pop d’autore, sperimentazione, musica classica, hard pop ecc.). La band sfugge a qualsiasi collocazione. I loro dischi, come i loro concerti, rispecchiano numerosi tratti di Bollani: estrosi, ironici, teatrali, arricchiti da improvvisazioni di ogni sorta (anche extramusicali), come nello spirito del grande musicista.

Stefano Bollani “I Visionari” sono:
Mirko Guerrini, sassofoni
Nico Gori, clarinetti
Stefano Bollani, pianoforte
Stefano Senni, contrabbasso
Cristiano Calcagnile, batteria

SHERWOOD FESTIVAL 2010 :: Stefano Bollani ‘I Visonari’
23-06-10 Park Nord Stadio Euganeo - Padova
www.sherwood.it

Edmar Castaneda Trio all’Ueffilo Jazz Club

Un’altra assoluta esclusiva, sempre di particolare spessore e prestigio, per l’intensa e ricca sesta stagione del Ueffilo Jazz Club, sempre in collaborazione con Jazzitalia.
Domenica 28 marzo (doppio set: 19/21), in esclusiva per l’intero Sud Italia, il palco del club gioiese sarà calcato da uno tra i più interessanti ed innovativi musicisti in circolazione: Edmar Castaneda.L’arpista colombiano (nato a Bogotà il 31 marzo del 1978, ma da tempo sedente negli Stati Uniti) presenterà al Ueffilo il suo ultimo lavoro discografico: Entre Cuerdas.Nonostante l’arpa sia estranea alla tradizione jazz, Castaneda mostra una padronanza dello strumento stupefacente, da vero virtuoso, ha la capacità di suonare jazz e addirittura di fare swing, usa l’arpa spaziando nelle musiche del mondo e traendo spunti che lo portano poi ad una sintesi estremamente coinvolgente e di assoluto valore artistico. Ha detto di lui il sassofonista cubano Paquito D’Rivera: “Edmar possiede versatilità espressiva e carisma tali da consentirgli di tirare fuori l’arpa dall’oscurità. È’ uno dei musicisti più originali che oggi si possano ascoltare!”. In virtù delle sue doti non comuni ha suonato con John Scofield, Wynton Marsalis e la Jazz Lincoln Center Orchestra, John Patitucci, Dave Samuels, il connazionale Ed Simon, Janis Siegel dei Manhattan Transfer, lo stesso Paquito D’Rivera.Prima di dedicarsi a tempo pieno all’arpa ha studiato il linguaggio del jazz sulla tromba (suo padre voleva che diventasse trombettista). Autodidatta, ha sviluppato un proprio linguaggio che attinge a piene mani dal jazz ma anche dalla tradizione latina, sia essa il repertorio tradizionale della sua terra, oppure il son cubano, il samba brasiliano o il flamenco spagnolo, fondendo il tutto dentro un amalgama di fusion pan-americana di grande effetto e ricchissimo di contenuti musicali.
Quando Edmar Castaneda imbraccia Teresita (il nome che ha dato al suo fedele strumento) è un vero e proprio uragano musicale che esplode in un crescendo di arpeggi, rasgueados provenienti dall’amore per il flamenco, addirittura suoni stoppati con prontezza di riflessi impressionante e corde slappate.
Castaneda sarà accompagnato dalla voce di sua moglie, Andrea Tierra e da Eric Doob alla batteria.

Auguri Mina!