Kenny Wheeler & Colours Jazz Orchestra

Marzo 10th, 2010

Per rivisitare i classici bisogna avere coraggio, capacità e intelligenza. L’ottimo lavoro di Kenny Wheeler con la Colours Jazz Orchestra è un esempio da portare quando si vuole ritrovare il gusto del passato guardando al presente.
Alcune pietre miliari della musica jazz come ”How Deep Is The Ocean”, ”Stella By Starlight” e ”The Man I Love” vengono arricchiti dalla voce dell’ispirata Diana Torto che, fondendosi con l’ensemble, apporta il giusto contenuto di personalità, carattere e pura capacità vocale.
L’Orchestra tutta marchigiana viene diretta da Massimo Morganti, fondatore e motore del complesso, che si affida ai caratteri stilistici del momento arricchiti dalla presenza del trombettista Wheeler, ormai quasi membro effettivo della band.
Se Morganti appare solo con il pregevole assolo di trombone in ”How Deep Is The Ocean”, Wheeler e la CJO trasportano perfettamente il suo lavoro fatto di linee compositive pregevoli, grandi orchestrazioni e una raffinatezza espositiva che pervade tutto il disco.
Durante i sette standard l’orchestra mostra di avere appreso fino in fondo l’intento stilistico che Wheeler ha portato, fatto di intense linee armoniche, modulazioni tonali e repentine variazioni ritmiche, aggiungendo un pizzico di brio compositivo a delle pietre miliari della musica jazz mondiale.
Si nota soprattutto la capacità di dialogo fra l’artista canadese e la formazione marchigiana, che non viene costretta ad un lavoro semplicemente espositivo ma quasi motivata a trovare il miglior punto d’incontro melodico fra le parti.
Un disco deciso ma ammiccante, anche e soprattutto per orecchie meno esperte, fondato sulla maturità artistica della Colours Jazz Orchestra e dalla verve indiscussa di Wheeler.

 




Esce “Giètz!” di Andrea Campanella: il fumetto sul Jazz Italiano

Marzo 10th, 2010

Lo spezzino Andrea Campanella presenterà in anteprima il suo graphic novel alla Fiera del Fumetto Fullcomics di Sarzana e al Festival BilBOlBul di Bologna

Appuntamento venerdì 5 marzo allo stand Tunué (Fortezza Firmafede) e domenica 7 marzo (ore 12.30) alla libreria “Irnerio” di Bologna.

“Giètz”, il graphic novel in uscita il 15 marzo per Tunuè-Editori dell’Immaginario, scritto e sceneggiato dallo spezzino Andrea Campanella con i disegni di Hannes Pasqualini, è una storia che parla di jazz in Italia a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. Una storia che ha per protagonisti alcuni di quelli che in prima pagina non ci finiscono mai, ma forse anche per questo una storia che non ci si può lasciar sfuggire.

 




Cuneo: al Jazz Club, Davide Osenda e tanta musica

Marzo 10th, 2010

Il Jazz Club di via Santa Croce 16 a Cuneo continua ad offrire eventi e serate di grande pregio. Dal 10 al 31 marzo, in ambito artistico, si potranno vedere i fumetti di Davide Osenda, considerato “una delle più sorprendenti rivelazioni dell’edizione 2008 del Festival della Matematica di Roma”. Il vernissage sarà mercoledì 10 marzo alle 18.30, alla presenza dell’illustre matematico Pier Giorgio Odifreddi.

 




Bluestone: Bosso e De Paula (Italia vs Brasile tra jazz e bossanova)

Marzo 8th, 2010

La tromba sinuosa di uno dei principi del nuovo jazz italiano, Fabrizio Bosso e la chitarra di uno dei grandi diffusori della cultura brasiliana in Italia, Irio De Paula, s’incontrano martedì 9 marzo alle 22.30 sul palco del Bluestone.

Irio De Paula sostiene ogni brano ritmicamente e armonicamente offrendo a Fabrizio Bosso spunti per assioli limpidi e sensuali, figli di un interplay in cui ognuno dei due solisti più lasciare improvvisamente spazio all’altro, riprenderlo, doppiarlo, allontanandosi per poi ritrovarsi. Alla base del repertorio del duo i brani del cd “Once I loved”, perle griffate Antonio Carlos Jobim e Cole Porter, intramontabili, classici della bossanova e del jazz, ma proprio per questo difficili da proporre in modo completamente originale.

I due, però, ci riescono, e alla grande, come sottolineava Enrico Rava nelle note del disco: “Questa è la magia del jazz: due musicisti che non hanno mai suonato insieme, che appartengono a due generazioni molto lontane fra di loro e che provengono da esperienze musicali completamente diverse, si incontrano in uno studio, senza prove, incominciano a suonare e una musica bellissima si materializza improvvisamente”.

Fabrizio Bosso è un trombettista (oramai uno dei migliori a livello mondiale) con un curriculum alle spalle che è impossibile snocciolare in poche righe,vanta collaborazioni con numerosi artisti italiani da Cammariere a Conte, Irio De Paula, definito dalla critica “il più affascinante dei chitarristi brasiliani”, nella sua lunga carriera, ha suonato con i migliori musicisti del suo paese quali Paulo Moura, Baden Powell, Rauzinho, Dijalma Ferreira, Juarez e tanti altri ancora da Astrud Gilberto a Chico Buarque; vanta una considerevole discografia quasi sessanta tra CD e LP.

 




Ritorna alla Casa del Jazz il ciclo ‘Frontiere’

Marzo 8th, 2010

Dopo il successo della prima serie, registrato nel 2009, torna alla Casa del Jazz di Roma, da giovedi’ prossimo, il ciclo di conversazioni ”Frontiere”, ricerche ed esplorazioni di musicologia afroamericana a cura di Marcello Piras, un musicologo che da anni vive nelle Americhe. Il primo incontro riguardera’ il tema ‘Collaboratrici domestiche non regolarizzate a Napoli: le Moresche di Orlando di Lasso (1552)’.

La rassegna prevede 12 appuntamenti e affrontera’ argomenti e motivi che vanno al di la’ del jazz. Essa viene inquadrata nel piu’ vasto campo delle musiche di discendenza africana, antiche come l’umanita’, di cui il jazz e’ un grande ramo.

 




Seguici su:

twitter

Cerca